Bonding_2008 _Un video e un romanzo di Antonio Falbo
Scenografie Francesco Boerio_Interprete Lara Panizza_Fotografie Umberto Costamagna
Voce Narrante Andrea Zirio
Concept video:
Il video intitolato “Bonding” nasce come mezzo promozionale (Book-trailer) dell’omonimo romanzo (tutt’ora in visione ad alcuni editori) 
scritto a sua volta da Antonio Falbo.
Con un linguaggio armonico ed in perfetta sintonia con quello dei precedenti lavori creati dall’autore, nel video vengono espressi alcuni 
dei caratteri simbolici, e maggiormente suggestivi, che delineano l’evolversi della storia narrata nel romanzo. 
Attraverso un attento uso del testo, estrapolato direttamente da un capitolo del romanzo, in concomitanza con un lento ma scorrevole 
uso di immagini, il risultato ottenuto è un intrigante richiamo alla lettura del romanzo ma, senza vincolarlo necessariamente ad esso, 
è a sua volta un’ulteriore e necessario passo in avanti nella ricerca artistica dell’autore, basata da tempo sulla relazione tra video ed 
uso della scrittura letteraria. .
    Guardami negli occhi_maggio 2006_1’20”
Antonio Falbo_voce Andrea Zirio
Tutto gira intorno alla figura del “cubo rosso”, forma geometrica perfetta -nella quale poter 
inserire qualsiasi altra figura- dal colore primordiale della passione e della vita. 
Un contenitore dell’anima quindi, adatto a poterne accogliere ogni suo dubbio, necessità infinita, 
inarrestabile mutazione come quella di una bambola dagli occhi vitrei, indispensabile punto di 
partenza collettivo al quale si sovrappone prima in maniera voluta, poi imposta, quella di un 
inarrestabile divenire della materia, in un corpo magari perfetto. Durante il trapasso cosa rimane 
dentro e fuori dal cubo? Quanto c’è da vincere? Quanto da perdere?
    Quello che resta_dicembre 2006_1’20”
Antonio Falbo_Donato Canosa_Gabriele Ottino
Testo Antonio Falbo
Il video è stato realizzato nell’ambito della mostra per il centenario della nascita di Mario Soldati.
Cosa occorre per descrivere le passioni di un uomo? Potrebbe bastare un immenso spazio bianco in cui 
ogni elemento inserito perda la propria connotazione reale, sia esso un uomo, una donna od un oggetto. 
Forse bisognerebbe poi cercare di non perdersi in quell’asettico infinito creatosi, sospendere ogni 
naturale istinto emotivo di “aggiungere” e fare ordine. Le passioni, come sempre, sono molteplici, ma 
potrebbero bastarne anche tre sole per delineare, nel tempo, il esse. Così, in tempo opportuno, arriva 
il momento di lasciare che attraverso quel bianco indefinito siano quelle dai nervi più tesi e i lineamenti 
più robusti ad imprimersi nitide ed indelebili nella memoria. Questo è tutto ciò che si può fare per arrivare 
a descrivere brevemente un uomo e le sue grandi passioni. Quello che è stato è perso nel tempo, conta 
solo “quello che resta”.
    Solaris express_gennaio 2007_1’24”
Antonio Falbo _voce Andrea Zirio
Ci vorrebbe ovunque e per chiunque, singolo individuo, comunità, od anche l’intero genere umano, la 
consapevolezza dell’esistenza di un treno che viaggia su dei binari perpendicolari alla terra sul quale 
salire e poter affidare al conducente la libera rotta verso l’infinito. Servirebbe davvero un sogno del 
genere, una moderna Arca di Noé capace di soddisfare la più inconscia necessità di riciclo e ricongiunzione 
con un universo sempre più frammentato ed alienante. Potrebbe restare solo un sasso bianco come testimone 
di tutto ciò che è stato lasciato alle nostre spalle e ci sarebbe il fuoco (l’autocombustione nel trapasso 
nell’atmosfera) per purificarlo e forgiare quel ricordo per l’eternità.
    A4_aprile 2007_2’6”
Antonio Falbo_voce Andrea Zirio
Il video è stato realizzato per la rassegna Mi.To, evento artistico di incontro e confronto tra artisti 
appartenenti alle rispettive città di Milano e Torino, a cura di Lorenzo Taiuti.

“A4”, detta anche “Serenissima” è l’autostrada che attraversa da est ad ovest l’intera pianura Padana, 
partendo da Torino, passando per Milano e terminando a Sistiana, da cui prosegue verso Trieste con la 
classificazione di RA13. Il tratto che collega le città di Torino e Milano ha una lunghezza di circa 125km 
e si sviluppa su un terreno del tutto pianeggiante e rettilineo. Questo è il punto di congiunzione tra 
le “anime” delle due città incarnatesi per fuggire, esasperate, da loro stesse, dai propri luoghi comuni 
e dalle loro contraddizioni. Il viaggio non è così lungo e per ogni “partenza” c’è sempre un “arrivo”, 
una meta ideale, obbligata ad esistere per dare speranza ad un itinerario infinito.
    Agreste#1_novembre 2007_3’
Antonio Falbo_voce Andrea Zirio
Ricerca sul tema: “natura materiale-natura immateriale”. L’opera è suddivisa in quattro capitoli, scanditi 
dai ritmi stagionali. Ogni capitolo è necessariamente legato ai restanti, ma vive autonomamente, come tra 
loro fanno le stagioni appunto. Agreste non è solo un aggettivo, una parola utilizzata per “accompagnare” 
altre parole nel percorso che ci porta ad elaborare nella nostra mente l’immaginare di un mondo passato, 
talvolta dal sapore fiabesco e mitico. Agreste è qualcosa di più complesso, è uno spirito, di cui abbiamo 
minato esistenza nel tentativo di esorcizzarne anche il ricordo. Ed è proprio di questo ricordo che, in ogni 
caso, non riusciremo mai ai sbarazzarci. Per quanto il nostro mondo odierno si impegna nel farcelo accettare, 
non esiste né un presente né un futuro, senza una lenta acquisizione cosciente del passato; nella nostra 
ossessiva ricerca del “nuovo ad ogni costo”, dalle venature più sensibili della terra, Agreste riemerge, 
pronto a metterci in guardia dai rischi presenti.
    Agreste#2_gennaio 2007_3’
Antonio Falbo_voce Andrea Zirio
Ricerca sul tema: “natura materiale-natura immateriale”. L’opera è suddivisa in quattro capitoli, scanditi 
dai ritmi stagionali. Ogni capitolo è necessariamente legato ai restanti, ma vive autonomamente, come tra 
loro fanno le stagioni appunto. Agreste non è solo un aggettivo, una parola utilizzata per “accompagnare” 
altre parole nel percorso che ci porta ad elaborare nella nostra mente l’immaginare di un mondo passato, 
talvolta dal sapore fiabesco e mitico. Agreste è qualcosa di più complesso, è uno spirito, di cui abbiamo 
minato esistenza nel tentativo di esorcizzarne anche il ricordo. Ed è proprio di questo ricordo che, in ogni 
caso, non riusciremo mai ai sbarazzarci. Per quanto il nostro mondo odierno si impegna nel farcelo accettare, 
non esiste né un presente né un futuro, senza una lenta acquisizione cosciente del passato; nella nostra 
ossessiva ricerca del “nuovo ad ogni costo”, dalle venature più sensibili della terra, Agreste riemerge, 
pronto a metterci in guardia dai rischi presenti.
    Idrolitina ubicumque_ottobre 2007
Antonio Falbo
L’opera è stata realizzata per la mostra Leap into tho Void, nata dal workshop tenuto da Stalker/Osservatorio 
Nomade per Proposte XXIII a cura di A.titolo. 
L’opera presenta una spaccatura a parete e due fori sul soffitto (situati in spazi differenti), svelando una 
realtà seconda, contigua, ma parallela a chi guarda. L’acqua è abitata. Sette corpi vi nuotano con naturalezza, 
attratti e sospinti verso le aperture come pietre d’acqua che cadono ovunque, come recita il titolo. Il progetto 
nasce come analisi della reciprocità tra le parti: tra chi nuota e chi guarda. La narrazione si compie nel movimento, 
nei gesti e nei suoni degli abitanti acquatici, irresistibilmente attratti verso il fondo, il punto di contatto tra 
loro e noi.
    Nessuno uscirà vivo di qui_2006 
Autori: Antonio Falbo, Donato Canosa, Vittorio Falletti_musiche Roger Rama
Realizzato in un imprecisato giorno a Torino, nel periodo delle olimpiadi invernali, mette in rapporto la 
caoticità del mondo esterno con la solitudine della realtà casalinga. Il primo, seppur vivo, resta freddo 
e distante, indifferente allo sguardo che spia attraverso il videocitofono installato nei nostri appartamenti, 
caldi, sicuri, vuoti.
    La violenza ci unisce_2008
Non è forse la violenza l’unico sentimento che ci accomuna qualunque siano le sue ragioni, origini, rivendicazioni?
Si può ammettere che non sia dato all’amore (suo eterno opposto e rivale) il doveroso compito di portarci ad
ispezionare a fondo la nostra coscienza…L’anima?
Due uomini si interrogano, e pongono la questione allo spettatore, tessendo tra loro un dialogo dai toni surreali 
ed esasperati, dando al fraintendimento l’arduo ruolo di catalizzare, infine, quel poco di verità assodata verso un 
quesito ancora più ingombrante.
R_video_elenco
enpleinair home
http://www.myspace.com/enpleinair2
http://www.myspace.com/maiolight
http://www.flickr.com/photos/25153595@N06/
http://it.youtube.com/user/enpleinvideo
http://www.viddler.com/explore/epavideo/videos